….RFID: CAOS RADIOCONTROLLATO…..

La fonte di questo post è il blog voci dalla strada di cui ai link.

Non ho la certezza che tutto quello che c’è scritto sia vero, se qualcuno ne sa di più su questa storia è pregato vivamente di comunicarmelo, grazie.

Comunque è un argomento che merita approfondimenti.

Riuscite ad immaginare un mondo dove qualsiasi cosa sarà accompagnatata da un chip spia a radio frequenza, ognuno contenente un originale ID, diverso l’uno dall’altro e localizzabile in tempo reale?
La Wal-Mart, Target, IBM hanno in programma di mettere un chip per localizzare e catalogare tutto ciò che viene prodotto sulla superfice terrestre.
Può sembrare la trama di un film di fantascienza ma il 21.02.2001 la IMB, ha registrato un brevetto US n° 20020116274.
L’affare economico è di grande portata, le grandi multinazionali come Coca Cola, Kraft, CVS, Proctor and Gamble, Kellogs, Best Buy, Home Depot, Colgate-Palmolive, GlaxoSmithKline, Nestle, PepsiCo, stanno già sostenendo l’operazione, ed hanno già cominciato su vasta scala (e all’oscuro di milioni di cittadini), ad immettere sul mercato etichette RFID.
La Wal Mart, ne ha già applicate mezzo milione su rasoi Gilette Mach 3 ad esempio, stessa cosa ha fatto la Kraft.
Le maggiori multinazionali del mondo, come Pepsi, Nestlé, Pfizer, Philip Morris Usa, Jhonson & Jhonson vorrebbero sostituire gli attuali codici a barre con etichette Rfid col risultato che qualsiasi cosa prodotta sulla faccia della terra porterà un etichetta con un chip a radiofrequenza che renderebbe individuabile la posizione di persone, animali e cose mostrando la loro posizione su scala mondiale.
Purtoppo questo scenario da film fantascientifico è già una realtà, ci sono da anni sul mercato prodotti etichettati con Rfid, come ad esempio Calvin Klein, Abercrombie, Fitch, Kleenex, pannolini per bambini Huggies, le auto Toyota a partire dal 2004, le confezioni di Viagra e Oxicontin, tutti i passaporti statunitensi emessi dall’Ottobre 2006, le gomme Michelin prodotte dal 2004 e moltissimi altri prodotti di note ‘marche’ che non vogliono rivelarlo. Inoltre ci sono già in lista d’attesa (molto breve) altri prodotti come stampanti HP, scanner, televisori Sanyo ed altri prodotti elettronici venduti nei magazzini Wal Mart. Inoltre le nostre italianissime Prada e Benetton. Anche la Lewi’s ha distribuito prodotti etichettati con rfid, ma non ha voluto rivelare in quali paesi sono stati venduti.
20 millioni di ‘inconsapevoli’ cittadini, posseggono già carte di credito contenenti un chip RFID.
Anche le persone possono essere ‘monitorate’ e ‘spiate’ con questo sistema, basta metter loro addosso un’etichetta nelle scarpe, vestiti, o altro. La IBM ha già brevettato una tecnica denominata da loro ‘Unità di Localizzazione Persone’.
Negli Stati Uniti, si stanno propagandando molto i ‘benefici’ di questo sistema, si fanno spot in tv dove si vedono genitori che affermano la propria tranquillità nel poter sapere in ogni istante dove sono i propri figli, e se pensiamo alla propaganda del terrore studiata ad arte in questi anni, il sistema potrebbe trovare un terreno molto fertile.
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio, al di là della privacy che diventerebbe solo un vecchio ricordo, questo sistema non crea assolutamente sicurezza per i cittadini, solo grandi introiti per chi vende il microchip, anzi metterebbe in serio pericolo l’incolumità della gente.
Qualsiasi criminale dotato di un lettore Rfid, potrebbe rubare i dati delle carte di credito e bancomat, potrebbe sapere quali oggetti preziosi ci sono melle nostre case, quale tipo di antifurto, di serratura delle porte, potrebbe aspettare un’ignara persona in un posto ‘favorevole’ ad uno scippo perchè il lettore rfid rivela un Rolex. Persino la polizia sarebbe in pericolo, un agente ‘segreto’ sarebbe alla mercè di qualsiasi aguzzino, come pure la sua famiglia.
Qual’è il limite a tutto ciò? Non ci sono limiti, tutto questo fa parte di un progetto molto ambizioso, da parte di chi?
Un giorno ogni essere umano sarà dotato di microchip fin dalla nascita, hanno cominciato con l’iserimento negli animali, prima facoltativo eppoi ‘per legge’, sarà così anche per le persone.
David Icke ha dichiarato che nel ’97 è stato contattato da uno scienziato, il quale aveva lavorato per la Cia, collaborando contro la sua volontà a progetti segreti per il controllo del genere umano.
Secondo lo scienziato ci sarebbe un piano ben preciso per inserire microchip nel corpo umano, allo scopo iniziale di controllare cosa facciamo e dove siamo, ma il fine nascosto è quello di manipolare i nostri processi mentali ed emozionali. Una volta impiantati nel corpo umano questi microchip, con il controllo di un computer possono rendere le persone docili, aggressive, eccitate e controllare qualsiasi emozione della psiche.
Disse inoltre che già nel 1997 questi dispositivi erano così piccoli da poter essere iniettati con un’ago durante una semplice vaccinazione. Ed ora immaginate la notizia di un nuovo virus (inesistente come il terrorismo) letale che spinga la gente a vaccinazioni di massa ‘gentilmente’ offerte dal governo. La Hitachi ha presentato le etichette RFID più piccole al mondo pensate che misurano 0,05 per 0,05 mm!
Immaginate le nuove auto, con quei dispositivi che possono monitorarla lungo il suo percorso ed anche immobilizzarla dall’esterno attraverso il satellite, questo è quello che potrebbero fare anche con le persone.
Il prof. Kevin Warwick dell’università di Reading in Inghilterra, si è lasciato usare insieme alla moglie per promuovere l’uso di questo chip, in una grande campagna pubblicitaria, prendendo compensi (secondo il Daily Mail) di circa 500.000 sterline da grosse multinazionali statunitensi.
Ha ammesso che lui e sua moglie potrebbero avere grossi danni fisici permanenti, ma spera di evitare quelli mentali, ma forse quelli li aveva già prima visto quello che è stato disposto ad accettare.
Stanno facendo di tutto per pubblicizzare l’inserimento di questi microchip, creando il terrore verso tutto e tutti, la cosa peggiore non è la perdita della libertà fisica, ma di quella mentale.
Sono le emozioni e la capacità di viverle e controllarle che fanno la differenza fra un uomo e una macchina.

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