IL SENTIERO DELLA VITA

Dal blog del mio amico Stefano1961:

 

Lungo il sentiero della vita un uomo con il cuore intriso di amore e gioia, correva ansioso alla ricerca della fine di quella strada, dove era sicuro si trovasse la meta da raggiungere, il traguardo per la felicità. Ma lui era già felice, perché aveva capito dove portava quel sentiero. C’era tanta gente che condivideva con lui il cammino, ma lui era sicuramente il più veloce. Lungo il percorso, un bel giorno trovò una donna che zoppicava ed avanzava a fatica. La donna lo implorò: ”sono molto stanca, fammi camminare per un poco appoggiata a te così potrò per un poco fare meno fatica e trovare sollievo” . L’uomo rispose: ”mi dispiace ma non posso rallentare. Ma pregherò per te affinché tu possa ritrovare le forze”. E proseguì il cammino. Poco più avanti passò accanto ad un giovane che si era fermato ad osservare il panorama e gli disse : ”io non posso rallentare, ma tu che sei già fermo, se aspetterai un altro poco, visto che non hai premura, ti raggiungerà una donna che zoppica ed ha bisogno di sollievo. La potrai aiutare?” Il giovane rispose: ”Certamente, ci penso io. Tu vai pure avanti” E proseguì il cammino ancora più felice per quella buona azione appena compiuta. Esortare al bene è sempre una buona azione! Ed era felice ed orgoglioso di sé.

Dopo poco trovò un uomo a terra che era appena caduto il quale gli tese una mano perché gli serviva aiuto per rialzarsi. Allora gli disse: ”Io non ti posso aiutare perché sono lanciato verso la meta e se rallento farò poi fatica a ripartire. Ma pregherò per te affinché tu possa trovare aiuto. Ma stai sereno e tranquillo. Tra pochissimo ti raggiungerà una comitiva che ho appena superato. Sono brave persone e quando ho detto loro che si è più felici quando si ama, più ancora che essere amati, mi hanno applaudito dicendo che ho ragione e che condividono il mio pensiero. Sono sicuro che con loro troverai aiuto e sostegno, sono in tanti e faranno poca fatica ad aiutarti per rialzarti”. L’uomo a terra sorrise confortato e lo ringraziò per le parole di incoraggiamento.

E proseguì il cammino sentendo dentro sé che la forza, anziché affievolirsi, aumentava. Ed era sempre più veloce. E sempre più felice. E ad ogni persona in difficoltà che incontrava dispensava parole di conforto ed incoraggiamento, per dar loro carica ed entusiasmo. Era contento di sé stesso e sempre più veloce. Sentiva dentro sé il cuore che scoppiava d’ amore. Un amore rivolto verso tutto e verso tutti. Intanto continuava a correre e a mano a mano che proseguiva lungo il sentiero, gli incontri si diradavano sempre di più. Corri, corri, corri, ormai erano più le persone che aveva lasciato alle sue spalle che quelle che aveva davanti a sé e ben presto si ritrovò completamente solo. Era ancora molto felice e voglioso di amare ma non c’era nessuno a cui rivolgere le sue attenzioni. Sentì impellente il desiderio di dispensare una carezza, ma non c’era un viso su cui appoggiare la mano. Avrebbe voluto scoccare un bacio e ricevere un sorriso di gratitudine, ma non c’era nessuno da baciare. Avrebbe allora voluto almeno la soddisfazione di aiutare qualcuno in difficoltà, così rallentò e cominciò a guardare nei fossi e nei dirupi per accertarsi che qualcuno non vi fosse caduto per disgrazia. Scrutò tra i cespugli e tese le orecchie alla ricerca di un lamento. Silenzio. Si ritrovò d’un tratto fermo. Là in fondo, davanti a sé, poteva intravedere ormai il traguardo. Pertanto avrebbe dovuto sentirsi felice, più felice che in passato. Ma non c’era nessuno con cui condividere la contentezza di aver raggiunto quel traguardo e dentro sé si fece strada un’ ombra di tristezza. Sentì allora il bisogno di essere incoraggiato e consolato, ma non c’era nessuno che potesse offrirgli qualche buona parola. Improvvisamente si accorse di aver perso interesse per quella meta che laggiù in fondo lo stava attendendo. Allora si sedette a margine del sentiero con lo sguardo rivolto verso la direzione da dove era venuto. E scoprì che ciò che lo rendeva felice l’aveva lasciato alle spalle. Così si rassegnò ad aspettare. Che arrivasse qualcuno da accarezzare, una guancia da baciare, uno zoppo da sostenere, un pianto da consolare …. insomma qualcuno da amare.

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