ECO LOGICA

ECO LOGICA

Pronostici,pregiudizi ed apparenze

22:52, Dec. 21, 2010 .. Posted in RIFLESSIONI .. 1 commenti .. Link
Maggio 1982, la scuola elementare di Borgo Venusio è in trepidazione perchè si avvicinano i giochi della gioventù provinciali. E' la manifestazione sportiva più importante, per noi equivale alla finale della coppa del mondo. Ci siamo preparati duramente negli ultimi mesi per affrontare le varie discipline, io sono il prescelto per la corsa veloce, 50 metri di adrenalina allo stato puro. L' unico neo, la maestra che ci prepara, che per qualche arcano motivo, ci ripete durante gli allenamenti che non vinceremo nulla perchè tutti gli altri sono più forti di noi. Urla, sbraita, a volte offende, ricordandoci che la gara è vicina e non abbiamo speranze. In effetti siamo la rappresentativa della scuola elementare di Venusio, meno di 60 alunni suddivisi nelle cinque classi dell' unica sezione esistente, la sezione A, ovviamente. Considerando che la gara è aperta alle quarte e quinte e noi di quinta siamo in otto, quattro maschi e quattro femmine e la quarta non arriva a quindici, tirando le somme, per partecipare a tutte le discipline, non è possibile scartare nessuno. Sappiamo ormai benissimo che rispetto agli altri partiamo molto svantaggiati. Una settimana prima della gara, ulteriore doccia gelida: le divise che tanto attendevamo non arriveranno mai per problemi di budget (è stata la prima volta che ho sentito quella orribile parola). I problemi di budget ci sono anche nelle nostre famiglie monoreddito con 4/5 figli a carico. Quindi? Semplice: tutti con la maglietta bianca. In effetti la maglietta bianca non manca a nessuno, a costo di mettersi quella intima. In quest' ultima settimana non si parla più dei nostri problemi di forma e talento, ma del fatto che gareggiando con squadre in divise impeccabili, saremmo passati come degli sfigati. Abbastanza normale se si considera che siamo convinti che le mekap (una marca di scarpe da ginnastica) ti fanno correre più forte. Qualche giorno prima della gara, parlando con un mio compagno gli confesso la rabbia che provo verso quella maestra che continua a gufare. Lui, forse rassegnato, mi fa notare che la maggior parte di noi sono lì solo perchè non c' è l' alternativa. Insisto dicendogli che io sono il migliore nella corsa veloce e lui nel salto in alto. Mi guarda con aria rassegnata e dice:"siamo i migliori rispetto a chi? Rispetto a nessuno. A Matera ci saranno bambini che vanno al camposcuola tutti i giorni ed hanno già vinto gare con altre scuole. Tu che hai vinto?" "Niente, due anni fa, quando abitavo a Matera ho vinto nella corsa con tutti i miei amici e poi anche qui non mi batte nessuno" e lui:"seee mò vedrai quando andiamo lì, ci sono squadre tutte in divisa, con gli allenatori veri, mica come noi che ci allena la maestra del tempo pieno, e poi mi ha detto mio cugino che quello che correrà per il Montescaglioso vince sempre". "senti Manuele, a me non interessa degli allenatori e delle divise, io ho sempre battuto tutti....." "se sei tanto convinto.........venerdì vedremo". Il giovedì notte non dormo bene, sogno belle divise, allenatori, Manuele che mi deride, la maestra arrabbiata, quello di Montescaglioso trionfante, insomma 'na chiavica. Venerdì: lo scuolabus ci aspetta nel cortile della scuola, ci ritroviamo tutti lì puntuali con le nostre magliette bianche e la colazione al sacco, via, si parte. Il camposcuola ci appare con la sua entrata gigantesca in cima alla salita di Serra Venerdì, meglio conosciuto come rione Apache. Il viavai frenetico di bambini, mamme, maestre, allenatori, autobus, mi turba un pò. Mi sento catapultato in un mondo sconosciuto, quello della competizione organizzata, io che conosco solo quella di strada, dove per fare le squadre o scegliere il posto migliore nella griglia di partenza si fa il tocco (la conta): da me da me da me.......oh!. Da quel momento in poi le gambe non smettono di tremare; mentre entriamo nell' immenso camposcuola mi sento spaventato. Inizio a pensare a tutte le gufate della maestra e di Manuele. Negli spogliatoi ragazzini urlanti e festanti, mi sembrano tutti potenzialmente più forti e dotati di me, solo per quel modo spavaldo di affrontare quella giornata che per me è cominciata nel segno del tremolìo delle gambe, le stesse gambe che mi serviranno tra un pò per fare il mio sporco lavoro. "Che ci faccio qui?" questa è la domanda che inizio a pormi. Sugli spalti bellissima sorpresa: c' è la rappresentativa della scuola che ho frequentato fino alla quarta e molti miei ex compagni di classe. Le gambe smettono di tremare, alcuni miei vecchi compagni mi ricordano che sono sempre stato il più veloce tra loro e che potrei farcela. Sto decisamente meglio. E' vero, sono tutti con divise variopinte e noi siamo gli unici con le magliette bianche, alcune più bianche altre meno. Inizia la giornata con la corsa campestre (così la chiamano), diversi giri di campo fino a fare tre chilometri. Tra urla da stadio e imprecazioni, il nostro "uomo", Ciro, arriva penultimo, tutto sommato è arrivato davanti ad uno con la divisa variopinta. Seconda specialità: corsa veloce, è il mio momento. Sulla griglia di partenza riconosco il mio ex compagno Giuseppe e penso:"Almeno lui l' ho sempre battuto, uno in meno", riconosco ormai dalla divisa anche il campione del Montescaglioso che è circa al centro della batteria. Ho il cuore in gola dall' emozione, sento il frastuono del pubblico che a poco a poco diventa silenzio lasciando il posto al frastuono del mio cervello, è come se sentissi la voce di ogni mio neurone, di ogni cellula del mio corpo, in poche parole non capisco più niente. Ci dicono di metterci in posizione di partenza, dò un' ultima occhiata ai miei avversari, perfetti, bellissimi. Ho appena il tempo di rientrare in me e realizzare lo sparo di partenza. Scatto con tutta la forza che ho nelle gambe, guardando solo davanti ai miei piedi, non ho il coraggio di voltarmi come facevo per strada, per capire come sono messi gli altri, so solo che nel mio raggio visivo non c' è nessuno ed è già una bella notizia, il traguardo si avvicina e lo rincorro con tutto me stesso, eccolo è qui, tagliato, PRIMO.

IL SENTIERO DELLA VITA

18:23, May. 14, 2010 .. Posted in RIFLESSIONI .. 2 commenti .. Link

Dal blog del mio amico Stefano1961:

 

Lungo il sentiero della vita un uomo con il cuore intriso di amore e gioia, correva ansioso alla ricerca della fine di quella strada, dove era sicuro si trovasse la meta da raggiungere, il traguardo per la felicità. Ma lui era già felice, perché aveva capito dove portava quel sentiero. C’era tanta gente che condivideva con lui il cammino, ma lui era sicuramente il più veloce. Lungo il percorso, un bel giorno trovò una donna che zoppicava ed avanzava a fatica. La donna lo implorò: “sono molto stanca, fammi camminare per un poco appoggiata a te così potrò per un poco fare meno fatica e trovare sollievo” . L’uomo rispose: “mi dispiace ma non posso rallentare. Ma pregherò per te affinché tu possa ritrovare le forze”. E proseguì il cammino. Poco più avanti passò accanto ad un giovane che si era fermato ad osservare il panorama e gli disse : “io non posso rallentare, ma tu che sei già fermo, se aspetterai un altro poco, visto che non hai premura, ti raggiungerà una donna che zoppica ed ha bisogno di sollievo. La potrai aiutare?” Il giovane rispose: “Certamente, ci penso io. Tu vai pure avanti” E proseguì il cammino ancora più felice per quella buona azione appena compiuta. Esortare al bene è sempre una buona azione! Ed era felice ed orgoglioso di sé.

Dopo poco trovò un uomo a terra che era appena caduto il quale gli tese una mano perché gli serviva aiuto per rialzarsi. Allora gli disse: “Io non ti posso aiutare perché sono lanciato verso la meta e se rallento farò poi fatica a ripartire. Ma pregherò per te affinché tu possa trovare aiuto. Ma stai sereno e tranquillo. Tra pochissimo ti raggiungerà una comitiva che ho appena superato. Sono brave persone e quando ho detto loro che si è più felici quando si ama, più ancora che essere amati, mi hanno applaudito dicendo che ho ragione e che condividono il mio pensiero. Sono sicuro che con loro troverai aiuto e sostegno, sono in tanti e faranno poca fatica ad aiutarti per rialzarti”. L’uomo a terra sorrise confortato e lo ringraziò per le parole di incoraggiamento.

E proseguì il cammino sentendo dentro sé che la forza, anziché affievolirsi, aumentava. Ed era sempre più veloce. E sempre più felice. E ad ogni persona in difficoltà che incontrava dispensava parole di conforto ed incoraggiamento, per dar loro carica ed entusiasmo. Era contento di sé stesso e sempre più veloce. Sentiva dentro sé il cuore che scoppiava d’ amore. Un amore rivolto verso tutto e verso tutti. Intanto continuava a correre e a mano a mano che proseguiva lungo il sentiero, gli incontri si diradavano sempre di più. Corri, corri, corri, ormai erano più le persone che aveva lasciato alle sue spalle che quelle che aveva davanti a sé e ben presto si ritrovò completamente solo. Era ancora molto felice e voglioso di amare ma non c’era nessuno a cui rivolgere le sue attenzioni. Sentì impellente il desiderio di dispensare una carezza, ma non c’era un viso su cui appoggiare la mano. Avrebbe voluto scoccare un bacio e ricevere un sorriso di gratitudine, ma non c’era nessuno da baciare. Avrebbe allora voluto almeno la soddisfazione di aiutare qualcuno in difficoltà, così rallentò e cominciò a guardare nei fossi e nei dirupi per accertarsi che qualcuno non vi fosse caduto per disgrazia. Scrutò tra i cespugli e tese le orecchie alla ricerca di un lamento. Silenzio. Si ritrovò d’un tratto fermo. Là in fondo, davanti a sé, poteva intravedere ormai il traguardo. Pertanto avrebbe dovuto sentirsi felice, più felice che in passato. Ma non c’era nessuno con cui condividere la contentezza di aver raggiunto quel traguardo e dentro sé si fece strada un’ ombra di tristezza. Sentì allora il bisogno di essere incoraggiato e consolato, ma non c’era nessuno che potesse offrirgli qualche buona parola. Improvvisamente si accorse di aver perso interesse per quella meta che laggiù in fondo lo stava attendendo. Allora si sedette a margine del sentiero con lo sguardo rivolto verso la direzione da dove era venuto. E scoprì che ciò che lo rendeva felice l’aveva lasciato alle spalle. Così si rassegnò ad aspettare. Che arrivasse qualcuno da accarezzare, una guancia da baciare, uno zoppo da sostenere, un pianto da consolare …. insomma qualcuno da amare.



FAI LA COSA GIUSTA........OVVERO: SE VUOI CAMBIARE IL MONDO COMINCIA A LAVARTI I DENTI ALMENO TRE VOLTE AL GIORNO, MEGLIO QUATTRO.

13:18, Jan. 31, 2010 .. Posted in RIFLESSIONI .. 1 commenti .. Link

Questi scritti nascono esclusivamente dalla necessità di ricordare a me stesso i concetti che mi stanno a cuore, perché tutto quello che devo imprimere nella mia coscienza devo necessariamente scrivermelo. Fin da bambino ho sempre avuto la necessità di scrivermi delle lunghe lettere per convincermi delle cose giuste da fare, una volta addirittura l’ ho affrancata e spedita regolarmente.

 Ho sempre pensato che fosse una cosa da tenere nascosta per non passare per decerebrato paranoico, oggi che probabilmente lo sono diventato davvero, credo che valga la pena divulgarlo e vedere l’ effetto che fa.

Parto dal presupposto che un soggetto terzo è sempre un buon dispensatore di consigli in quanto non coinvolto emotivamente in una qualsiasi situazione.

Siamo tutti molto più bravi a consigliare che ad attuarle, le nostre perle di saggezza.

E’ per questo che mi scrivevo lettere in cui consigliavo a me stesso le cose che avrei detto a qualsiasi altra persona. In questo modo riuscivo ad uscire dal campo emozionale tirando fuori da solo le soluzioni ai miei problemi ed il fatto di buttare su un foglio di carta i  miei pensieri imprimeva forte e chiaro nella mia mente i concetti che nessun altro consigliere, verbalmente, poteva darmi con tanta forza.

Ha sempre funzionato.

Il mio segreto, che mi faceva sentire anche un tantino stupido e che così gelosamente ho custodito per tanti anni è stato la mia salvezza psicologica. Vi evito la pippa autobiografica della mia infanzia ed adolescenza.

Naturalmente benvengano tutti coloro che ci stanno vicini nei momenti di bisogno, anch’ io ne ho avuti di importanti.

Ricapitolando, volevo dire che ho iniziato a scrivere questo libro con l’ esigenza principale di ricordare a me stesso le cose importanti della vita, le mie priorità, che sono tutte le cose che posso fare per lasciare un mondo migliore ai miei figli.

Mi rendo conto che la cosa può risultare egoistica, probabilmente lo è, ma ho deciso che questa è una cornice irrilevante, non me ne frega niente.

D’ ora in avanti parlerò sempre in prima persona, perché è a me che sto parlando, chiunque voglia prendere spunti di riflessione lo faccia liberamente.

 

“ Gli eroi sono coloro che fanno ciò che è giusto fare sapendo di doverne pagare le conseguenze  (G. Falcone) e consapevoli di non vivere abbastanza per godersi i frutti (il mio amico Leonardo Monducci)

 

 

PENSIERI SPARSI:

Il tartaro:

L’ ultima volta che ho fatto la pulizia dentale dal dentista, dopo aver pagato per l’ ennesima volta 70 Euri, ho provato a chiedergli:< Dottore mi scusi, esiste per caso un prodotto particolarmente efficace per combattere il tartaro prima che si formi? Che so…..un collutorio a base di acido muriatico, il viakal, cose del genere……>.

Lui ha sorriso con l’ aria di chi ha capito tutto della vita e, con un sorrisetto a metà strada tra l’ inventore dell’ acqua calda ed il figlio di Einstein, mi ha risposto:< L’ unico prodotto efficace è l’ olio di gomito unito allo spazzolino e al dentifricio; non costa nulla, ti tiene in allenamento, e può essere sempre disponibile all’ occorrenza, l’ unico modo che hai, però, per renderlo efficace è di usarlo con costanza e soprattutto quando serve>.

Sempre con quel sorrisino strambo ha poi aggiunto:< Devi sapere che il tartaro si forma dopo circa sei ore dal pasto, se lo fai fuori prima, bene, altrimenti sei fottuto>.

Ho fatto due conti rapidissimi e sono giunto alla conclusione che se faccio tre pasti al giorno devo lavarli almeno tre volte al giorno, meglio se quattro in caso di merende fuori orario, così si è sicuri di dividere equamente la giornata in quattro parti da sei ore.

 Tornando a casa, nel traffico cittadino, non riuscivo a smettere di pensare a quanto fosse facile a volte, con un piccolo sforzo,  evitare cose che costano in denaro, tempo e dolore fisico.

A questo punto è d’ obbligo la premessa: da quando sono nato, sono sempre stato un campione nell’ improvvisazione, nel fare le cose all’ ultimo momento, nel non fare le piccole cose facendole crescere fino al punto da dovermi sbattere a destra e a manca risolvendole poi, nella migliore delle ipotesi, quando lo sforzo mi faceva raggiungere livelli di stress poco salutari.

Oltretutto da qualche anno mi ero messo in testa di cambiare il mondo, partendo da me stesso.

Tornando nell’ abitacolo della mia auto, mi sono detto: < Cazzo, tu vuoi cambiare il mondo e non riesci ad eliminare il tartaro dentale? Non si può, no no no no no!!!!!!!!!!!!!!

Vi posso assicurare che non è stato facile, ma con un po’ di organizzazione (set da viaggio), il mio dentista ha ridotto il suo P.I.L. ed io ho ridotto il mio (citazione non a caso se pensate che il tartaro per definizione è……….: PRODOTTO, INTERNO e LORDO)

La cosa sconvolgente è che cominciando ad adottare questo meccanismo sui denti, ho iniziato ad essere più diligente con quasi tutto quello che mi riguardava, e le mia vita sempre all’ ultimo secondo, ha cominciato a cambiare piega.

Tutt’ oggi sono alla ricerca del miglioramento costante, ma posso dire a gran voce il mio motto:

“SE VUOI CAMBIARE IL MONDO , COMINCIA A LAVARTI I DENTI ALMENO TRE VOLTE AL GIORNO……MEGLIO QUATTRO”.



....INVISIBILI.....

18:28, Jun. 23, 2009 .. Posted in RIFLESSIONI .. 2 commenti .. Link

Questo è molto interessante:

 

Dal fuochista del Vascello Invisibile, in diretta dalla Sala Macchine, al suo equipaggio in coperta, con tanto affetto


....LA PRIMA PERSONA....

00:59, Jun. 9, 2009 .. Posted in RIFLESSIONI .. 5 commenti .. Link

Io voglio cambiare il mondo

Io non sono per le ingiustizie

Io, certa gente mi fa furibondo

Io che snobbo le idee fittizie.

Io sono figo nelle mie convinzioni

Io ho ideali sani e valori.....

Io se sbaglio ho le mie ragioni

Io sono incolpevole dei miei malumori.

Io so sempre se è giusto o sbagliato

Io con gli altri, non c' è paragone

Io non ho colpa dell' accaduto

Io dico sempre la mia opinione.........!!!!!!!

Io compro oggetti di tendenza

Io cerco sempre l' idea vincente

Io delle gonne la trasparenza

Io faccio un sogno ricorrente:

Io e la mia bella macchina nuova

Io la vacanza più originale

Io chi mi prova, poi mi riprova

Io più di tutti fenomenale.

Io sono qui per puntare il dito

Io sono contro chi inquina il mare

Io ora credo di aver capito

Io......... la prima persona da cambiare.

 

 

 



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