ECO LOGICA - Amici

ECO LOGICA

legittima difesa

Posted by stefano 1961
10:33, May. 15, 2017 .. 0 commenti .. Link

I recenti fatti di cronaca legati a rapine finite nel sangue, hanno portato  alla ribalta la questione legata alla cosiddetta legittima difesa, tema molto sentito soprattutto quando pensiamo a cosa potrebbe succedere se sorprendessimo qualcuno che si è intrufolato in casa nostra. La nuova legge passata alla camera, tanto chiacchierata e discussa, non ha fatto altro che acuire le polemiche. Difficile liquidare detta questione in due parole, ma quantomeno penso sia giusto fornire qualche spunto di riflessione. Partiamo da qualche numero statistico: subiamo circa 700 furti al giorno nelle nostre case su tutto il territorio nazionale. Sono tanti, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Sia i furti che le rapine (dati ISTAT) sono in diminuzione, grazie alle attività di controllo del territorio e di prevenzione. Per restare nel Veneto, le statistiche ci dicono che per esempio a Rovigo, i furti nelle case sono diminuiti del 40%! (articolo sul quotidiano “Rovigo Oggi” del 13 gennaio 2017. Si trova su internet). Nonostante questi dati, una certa propaganda politica populista e bugiarda, ci vuole far credere il contrario. Perché? La risposta è semplice. Cavalcare la paura della gente è un ottimo viatico per raccogliere consenso elettorale e quindi va fomentata.  Peraltro di questi 700 furti al giorno, soltanto una piccolissima percentuale finisce con episodi di violenza. Qui bisogna distinguere tra i ladri di polli (o meglio “topi d’appartamento”) e i rapinatori armati e violenti. Le statistiche ci dicono che nella stragrande maggioranza questi “topi d’appartamento” agiscono disarmati, così se vengono “beccati” dalle forze dell’ordine rischiano poco e rimangono a piede libero. Questi ladri sono propensi più alla fuga che all’aggressione nel caso venissero sorpresi e nella maggior parte dei casi il furto non sfocia in episodi di violenza. In sostanza, la propria incolumità è messa più a rischio in una lite in strada per un parcheggio rubato o per una mancata precedenza che non sorprendendo un ladro in casa propria. E’ più facile prendere un pugno allo stadio durante una partita, che non a casa propria da un malvivente. Nonostante questo, cresce nella gente la voglia di tenere un’arma in casa. A questo proposito credo sia quantomeno doveroso chiedersi: dove sarebbe corretto custodire una pistola? Se fosse troppo in vista e facile da reperire ci sarebbe il pericolo che qualcuno della famiglia ceda alla tentazione di maneggiarla magari ammazzandosi per sbaglio. Pericolo ancora maggiore se in casa ci sono bambini. Addirittura potrebbe impadronirsene proprio il ladro che si intrufola in casa nostra di notte finché dormiamo, perché la troverebbe subito. Quindi bisognerebbe tenerla fuori portata e ben nascosta. Oppure bisognerebbe per prudenza tenerla scarica e nascondere bene le munizioni. Ma se mi sorprendesse un rapinatore armato fino ai denti che vuole farmi del male, che gli direi? Aspetta un attimo che recupero pistola e munizioni e poi facciamo un duello stile far west? Allora la soluzione migliore sarebbe dormire con la pistola sotto il cuscino, carica con il colpo in canna. Voi lo fareste? Dormireste tranquilli? Io no!!! E se il rapinatore violento viene di giorno? E se mi sorprende in giardino a mezzogiorno mentre preparo una grigliata con gli amici? Se la tanto discussa legge mi dice che posso sparare solo di notte, i ladri probabilmente preferiranno sorprendermi nelle ore di luce! Ma la cosa che mi lascia più perplesso e che addirittura mi indigna, è la richiesta da parte di una larga schiera di politici e di una buona percentuale di cittadini,  di far passare come legittima difesa in casa propria SEMPRE e SENZA ALCUNA RESTRIZIONE (e quindi non soltanto quale “presunzione”) l’aver ferito o ammazzato qualcuno che ci è venuto a trovare senza invito. Con questa legge, quindi, saremmo autorizzati ad ammazzare senza pietà chiunque entri in casa nostra, anche se disarmato, anche se è solo una ragazzata di qualche deficiente che merita di essere punito severamente ma non certo di essere ucciso. Senza contare tutti quegli episodi dove si potrebbe sfruttare detta legge per far passare quale legittima difesa un omicidio vero e proprio, spacciando per ladro chi invece magari non lo è. In sintesi vogliamo dare legittimazione anche a coloro che non vedono l’ora di ammazzare qualcuno, trincerandosi dietro ideali di giustizialismo da quattro soldi o delirio di onnipotenza, magari sparando alla schiena al ladruncolo che sta scappando senza avere fatto del male a nessuno. Sono convinto che ci sarebbe qualcuno che lascerebbe apposta porte e finestre aperte mettendosi in agguato armato fino ai denti per farsi “giustizia” e togliere dalle spese qualche piccolo ladro di polli. Il furto è un reato grave e va punito, ma le regole ci devono essere. Le restrizioni dettate dalle leggi servono per cercare di difenderci dai figli di buona donna, non dalle persone per bene che si comportano onestamente a prescindere. Quindi ben vengano quelle restrizioni e ben venga che ci sia la magistratura che ficca il naso. Ma qualcuno pensa davvero che se passasse una legge simile, tutti quei topi d’appartamento che ora si accontentano di rubare, continuerebbero a mantenere lo stesso modus operandi? Pensate che smetterebbero di entrare nelle nostre case? Se saranno consapevoli di rischiare la vita nello svolgimento delle loro attività criminose, molti di loro si armeranno diventando più pericolosi e continuando comunque a rubare, mi pare logico! Io ho la sensazione che questa non sarebbe la strada giusta per risolvere il problema. Io temo invece che l’unico risultato ottenuto sarebbe quello di una escalation di violenza, di rapine che finiscono nel sangue e di una recrudescenza dei furti. Purtroppo la storia, anche di altri paesi, insegna che certi deterrenti non servono a nulla, anzi. Penso proprio che, alla fine, continuare sulla strada della prevenzione e del controllo del territorio in aggiunta alla certezza della pena carceraria, sia la via più giusta ed efficace. Oltre che la strada più civile.

 



HTML+JavaScript

Posted by Massimo Messina
13:20, 31.07.2016 .. 0 commenti .. Link
Per poter eseguire codice in JavaScript il browser deve trovare che esso venga implementato nelle pagine HTML, di solito nella sezione head. Per sviluppare codice JavaScript non c' bisogno di nessun editor particolare, esattamente come per ci che riguarda l'HTML. Da consigliarsi, comunque, quelli che evidenziano la sintassi. Digitando da Android, ribadisco il consiglio di usare Jota Text Editor.

Il tag script, in HTML 4, prevede l'indicazione necessaria dell'attributo type. In HTML 5 facoltativa. In HTML 4, quindi:


All'interno dei due tag di apertura e chiusura andr ovviamente il codice JavaScript e document.write('Ciao, mondo!') serve a far visualizzare sullo schermo la scritta "Ciao, mondo!". In HTML 5 sar sufficiente, come ho scritto sopra:


Prima si usava l'attributo language:


Quest'ultima modalit obsoleta, da non usare. Sempre prima, era buona norma usare il tag per i commenti HTML per rinchiudere il codice JavaScript. Questo per evitare che browser senza il supporto per JavaScript interpretassero il codice come testo, mostrandolo nello schermo, cos:


Anche questa modalit obsoleta perch i browser moderni supportano tutti JavaScript e conoscono il tag script.

Si pu, per, implementare codice JavaScript attraverso file JavaScript, con estensione ".js", esterni rispetto alla pagina web. In tal caso tali file conterranno esclusivamente codice in JavaScript. Come facile capire, questa modalit utilissima quando lo stesso blocco di codice deve essere usato da pi pagine web.

Per implementare file ".js" si dovr specificare, usando l'attributo src, l'URL del file JavaScript da includere:



M'illudo d'immenso - Omini

Posted by Massimo Messina
17:39, 26.07.2016 .. 0 commenti .. Link

Sembra strano, ma gli omini sono uguali

___________________

Rubrica a cura di RSM


Una estate di terrore

Posted by stefano 1961
16:51, Jul. 26, 2016 .. 0 commenti .. Link

Una estate di terrore.

Ormai non passa quasi giorno senza che arrivi la notizia di una strage o di un omicidio accaduto per mano di qualche sedicente terrorista o semplicemente da parte di qualche sociopatico in vena di gesti eclatanti.

Poi, puntualmente, arrivano i commenti di politici e opinionisti che ci snocciolano le loro teorie e le loro soluzioni per evitare che tutto questo possa accadere ancora. Invece accade di nuovo, ancora e poi ancora e sembra che non vi possa essere alcuna  via duscita. Chiudere le frontiere! dicono da una parte, ci vuole la pena di morte! dicono dallaltra, siamo in guerra! qualcuno proclama. Siamo in guerra; gi ma contro chi?

Sar che io diffido di chi ha la ricetta facile in tasca per risolvere ogni problema, pur complesso che sia, sar perch non mi fido di chi lancia proclami con troppa superficialit, ma credo che sia arrivato il momento di porci delle domande; seriamente.

Milan Kundera diceva che il saggio non colui che ha una risposta per ogni cosa, ma lo chi ha per ogni cosa una domanda. Io sono convinto che avesse ragione. Porsi le giuste domande ci stimola a cercare soluzioni nelle direzioni corrette.

Prima di tutto: chi il nostro nemico? Non lo sappiamo e forse pi di uno. Pensiamo sempre che il nemico sia lo straniero che ci vuole invadere, lo sconosciuto che ci vuole rapinare, per poi scoprire che lo stragista il vicino di casa nato e cresciuto in mezzo a noi, nelle nostre scuole e con i nostri figli, oppure che il tuo nemico pi acerrimo, quello che ti distrugger lesistenza, luomo che il padre dei tuoi figli e che un giorno ti giur che ti avrebbe amato per sempre. Allora forse meglio che ci interroghiamo se il nostro nemico viene davvero di l dei nostri confini e se sia sufficiente chiudere a chiave la porta di casa nostra per tenerlo lontano. Se non sappiamo chi il nostro nemico e da dove viene, possiamo almeno disarmarlo e renderlo inoffensivo?

Cominciamo col chiederci perch stia proliferando in modo esponenziale questa cultura dellodio, questa voglia di violenza e sopraffazione, chiediamoci come sia possibile che chi manovra dallalto il terrorismo, riesca a far proselitismo con tanta facilit, giovani disposti a buttare nel cesso le loro vite solo per spargere inutile sangue sulle strade. Chiediamoci perch sia diventato pi facile uccidere e poi spararsi alla testa piuttosto che affrontare con buon senso e civilt una separazione o una difficolt di rapporto, chiediamoci perch sia diventato scontato che in politica piuttosto che nello sport, non vi siano pi avversari ma solo nemici da sconfiggere in ogni modo e con ogni mezzo, chiediamoci perch sia sufficiente una parola di troppo o una mancata precedenza per strada, per scatenare gli istinti pi truci. Siamo davvero sicuri che non ci sia alcun filo conduttore tra tutti questi crimini allapparenza cos diversi tra loro per modalit e moventi? E siamo davvero sicuri che tutti noi, che siamo per fortuna la stragrande maggioranza, noi che rifuggiamo la violenza e la prepotenza, non abbiamo alcuna responsabilit per ci che sta accadendo?

Questi ragazzi che si macchiano di questi orrendi delitti veniamo a scoprire che in passato avevano gi avuto precedenti penali per droga o violenza, che avevano problemi psichiatrici o altri disagi mentali. Poi questi ragazzi prendono strade diverse ma con lo stesso tragico epilogo di sangue. Qualcuno di loro  va a sparare ai nemici appena fuori dallo stadio, altri diventano soldati della mafia, alcuni ammazzano la moglie o la fidanzata e altri ancora si radicalizzano con lislam e si fanno saltare in aria.

Allora vale la pena chiedersi come mai la nostra societ partorisce tanti giovani con simili disagi, con tutta quella sete di sangue e con la stessa tragica indifferenza  riguardo la propria vita. Forse proprio qui che si pu inquadrare la nostra collettiva responsabilit. Chiediamoci quanto pi difficile sarebbe per terroristi e malavitosi creare il proprio esercito qualora il numero di questi ragazzi sociopatici calasse in modo drastico e decisivo. Non cos che possiamo disarmare il nostro nemico, chiunque sia, almeno in buona parte? Chiediamoci se pianificare un progetto in tal senso sarebbe fattibile e in che modo si potrebbe fare. Non si pu cominciare proprio da qui?

Stefano Ferrante



JavaScript

Posted by Massimo Messina
13:03, 24.07.2016 .. 0 commenti .. Link
Nel post della settimana scorsa ho presentato una delle tecnologie che alla base di Internet, l'HTML, affermando che anche uno degli "ingredienti" - elencati nel post di due settimane fa - per realizzare facilmente, da Android, app per Android. Un altro  ingrediente (sempre contenuto nel breve elenco del post di due settimane fa) il JavaScript, anch'esso, come l'HTML, di grandissima importanza nello sviluppo per il web, anzi il linguaggio pi usato nello sviluppo web relativo ad eventi dinamici. A differenza dell'HTML, infatti, si tratta di un vero e proprio linguaggio di programmazione, interpretato. Il suo interprete presente praticamente in tutti i browser. Se avete, quindi, un computer, un tablet o uno smartphone, non c' alcun bisogno di scaricare nulla per poter eseguire codice in JavaScript. Basta avere un browser: Firefox, Chrome, Opera, Internet Explorer o altro

La prima volta che scrissi del JavaScript fu per trattare del BabylScript, che si pu dire sia una sorta di dialetto del JavaScript, o una sua estensione multilingue. JavaScript un linguaggio di scripting lato-client, che viene interpretato dal browser. Cerchiamo ora di capire un po' meglio questa definizione.

Il web funziona sui seguenti due livelli:

- da una parte ci sono i web server, computer remoti che inviano le pagine web,
- dall'altra parte ci sono i client, che ricevono le pagine web inviate dai server e permettono cos all'utente di visualizzarle sul proprio browser.

Quando navighiamo nel web, quindi, ci sono due computer che si parlano: il server e il client. Alcuni linguaggi di scripting vengono eseguiti dal web server e si chiamano proprio per questo linguaggi server side o lato server. JavaScript, invece, viene eseguito sul nostro computer di casa dal browser, essendo, infatti, un linguaggio client side o lato client.

JavaScript nacque nel 1995, quando Netscape decise di dotare il proprio browser di un linguaggio che permettesse di interagire con i diversi oggetti della pagina, cos come con le applet Java, programmi che permettono di interagire con lutente. In quello stesso anno Netscape aveva fatto un accordo con Sun Microsystems (ideatrice di Java). Brendan Eich venne incaricato del progetto e invent LiveScript, chiamato cos ad indicare la propria vivacit e dinamicit.

Venne annunciata la sua nascita il 4 dicembre 1995 e venne descritto come complementare allHTML e a Java. La versione beta di Netscape Navigator 2.0 incorporava LiveScript. In omaggio a Java, per, Netscape chiam il nuovo linguaggio JavaScript. La versione 2.0 di Netscape Navigator fu un grande successo, ma JavaScript non venne usato per interagire con le applet java come avrebbe voluto Netscape, bens per rendere pi vive le pagine.

La risposta di Microsoft fu l'introduzione di VBScript allinterno di Internet Explorer 3 ed una propria versione di JavaScript, chiamata Jscript, nel 1996. A causa delle differenze presenti nei diversi browser, Netscape e Sun decisero di standardizzare JavaScript, affidandosi allEuropean Computer Manufacturers Association (ECMA). La standardizzazione fu adottata nel giugno 1997 dall'ECMA e nellaprile 1998 da ISO - International Organization for Standardization (una delle pi prestigiose organizzazioni internazionali che si occupano di standard).


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