….RFID: CAOS RADIOCONTROLLATO…..

La fonte di questo post è il blog voci dalla strada di cui ai link.

Non ho la certezza che tutto quello che c’è scritto sia vero, se qualcuno ne sa di più su questa storia è pregato vivamente di comunicarmelo, grazie.

Comunque è un argomento che merita approfondimenti.

Riuscite ad immaginare un mondo dove qualsiasi cosa sarà accompagnatata da un chip spia a radio frequenza, ognuno contenente un originale ID, diverso l’uno dall’altro e localizzabile in tempo reale?
La Wal-Mart, Target, IBM hanno in programma di mettere un chip per localizzare e catalogare tutto ciò che viene prodotto sulla superfice terrestre.
Può sembrare la trama di un film di fantascienza ma il 21.02.2001 la IMB, ha registrato un brevetto US n° 20020116274.
L’affare economico è di grande portata, le grandi multinazionali come Coca Cola, Kraft, CVS, Proctor and Gamble, Kellogs, Best Buy, Home Depot, Colgate-Palmolive, GlaxoSmithKline, Nestle, PepsiCo, stanno già sostenendo l’operazione, ed hanno già cominciato su vasta scala (e all’oscuro di milioni di cittadini), ad immettere sul mercato etichette RFID.
La Wal Mart, ne ha già applicate mezzo milione su rasoi Gilette Mach 3 ad esempio, stessa cosa ha fatto la Kraft.
Le maggiori multinazionali del mondo, come Pepsi, Nestlé, Pfizer, Philip Morris Usa, Jhonson & Jhonson vorrebbero sostituire gli attuali codici a barre con etichette Rfid col risultato che qualsiasi cosa prodotta sulla faccia della terra porterà un etichetta con un chip a radiofrequenza che renderebbe individuabile la posizione di persone, animali e cose mostrando la loro posizione su scala mondiale.
Purtoppo questo scenario da film fantascientifico è già una realtà, ci sono da anni sul mercato prodotti etichettati con Rfid, come ad esempio Calvin Klein, Abercrombie, Fitch, Kleenex, pannolini per bambini Huggies, le auto Toyota a partire dal 2004, le confezioni di Viagra e Oxicontin, tutti i passaporti statunitensi emessi dall’Ottobre 2006, le gomme Michelin prodotte dal 2004 e moltissimi altri prodotti di note ‘marche’ che non vogliono rivelarlo. Inoltre ci sono già in lista d’attesa (molto breve) altri prodotti come stampanti HP, scanner, televisori Sanyo ed altri prodotti elettronici venduti nei magazzini Wal Mart. Inoltre le nostre italianissime Prada e Benetton. Anche la Lewi’s ha distribuito prodotti etichettati con rfid, ma non ha voluto rivelare in quali paesi sono stati venduti.
20 millioni di ‘inconsapevoli’ cittadini, posseggono già carte di credito contenenti un chip RFID.
Anche le persone possono essere ‘monitorate’ e ‘spiate’ con questo sistema, basta metter loro addosso un’etichetta nelle scarpe, vestiti, o altro. La IBM ha già brevettato una tecnica denominata da loro ‘Unità di Localizzazione Persone’.
Negli Stati Uniti, si stanno propagandando molto i ‘benefici’ di questo sistema, si fanno spot in tv dove si vedono genitori che affermano la propria tranquillità nel poter sapere in ogni istante dove sono i propri figli, e se pensiamo alla propaganda del terrore studiata ad arte in questi anni, il sistema potrebbe trovare un terreno molto fertile.
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio, al di là della privacy che diventerebbe solo un vecchio ricordo, questo sistema non crea assolutamente sicurezza per i cittadini, solo grandi introiti per chi vende il microchip, anzi metterebbe in serio pericolo l’incolumità della gente.
Qualsiasi criminale dotato di un lettore Rfid, potrebbe rubare i dati delle carte di credito e bancomat, potrebbe sapere quali oggetti preziosi ci sono melle nostre case, quale tipo di antifurto, di serratura delle porte, potrebbe aspettare un’ignara persona in un posto ‘favorevole’ ad uno scippo perchè il lettore rfid rivela un Rolex. Persino la polizia sarebbe in pericolo, un agente ‘segreto’ sarebbe alla mercè di qualsiasi aguzzino, come pure la sua famiglia.
Qual’è il limite a tutto ciò? Non ci sono limiti, tutto questo fa parte di un progetto molto ambizioso, da parte di chi?
Un giorno ogni essere umano sarà dotato di microchip fin dalla nascita, hanno cominciato con l’iserimento negli animali, prima facoltativo eppoi ‘per legge’, sarà così anche per le persone.
David Icke ha dichiarato che nel ’97 è stato contattato da uno scienziato, il quale aveva lavorato per la Cia, collaborando contro la sua volontà a progetti segreti per il controllo del genere umano.
Secondo lo scienziato ci sarebbe un piano ben preciso per inserire microchip nel corpo umano, allo scopo iniziale di controllare cosa facciamo e dove siamo, ma il fine nascosto è quello di manipolare i nostri processi mentali ed emozionali. Una volta impiantati nel corpo umano questi microchip, con il controllo di un computer possono rendere le persone docili, aggressive, eccitate e controllare qualsiasi emozione della psiche.
Disse inoltre che già nel 1997 questi dispositivi erano così piccoli da poter essere iniettati con un’ago durante una semplice vaccinazione. Ed ora immaginate la notizia di un nuovo virus (inesistente come il terrorismo) letale che spinga la gente a vaccinazioni di massa ‘gentilmente’ offerte dal governo. La Hitachi ha presentato le etichette RFID più piccole al mondo pensate che misurano 0,05 per 0,05 mm!
Immaginate le nuove auto, con quei dispositivi che possono monitorarla lungo il suo percorso ed anche immobilizzarla dall’esterno attraverso il satellite, questo è quello che potrebbero fare anche con le persone.
Il prof. Kevin Warwick dell’università di Reading in Inghilterra, si è lasciato usare insieme alla moglie per promuovere l’uso di questo chip, in una grande campagna pubblicitaria, prendendo compensi (secondo il Daily Mail) di circa 500.000 sterline da grosse multinazionali statunitensi.
Ha ammesso che lui e sua moglie potrebbero avere grossi danni fisici permanenti, ma spera di evitare quelli mentali, ma forse quelli li aveva già prima visto quello che è stato disposto ad accettare.
Stanno facendo di tutto per pubblicizzare l’inserimento di questi microchip, creando il terrore verso tutto e tutti, la cosa peggiore non è la perdita della libertà fisica, ma di quella mentale.
Sono le emozioni e la capacità di viverle e controllarle che fanno la differenza fra un uomo e una macchina.

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…DAL BLOG DI GRILLO…..

Lester Brown e l’economia irresponsabile

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Il blog ha intervistato Lester Brown, presidente dell’Earth Policy Institute, autore del libro ‘Plan B 3.0’ e vincitore di numerosi premi per la preservazione dell’ambiente. Il Washington Post lo ha definito ‘uno dei più influenti opinionisti del mondo’.
Le sue parole in questa Italia delle centrali nucleari, dei rigassificatori, degli inceneritori, delle discariche tossiche, dell’eliminazione degli incentivi sulle energie alternative e della ritrattazione degli impegni di Kyoto sembrano venire da un altro pianeta. Ma è lo stesso in cui abitiamo noi. Ne abbiamo uno solo sacrificato al consumo e al guadagno. Lo psico(nano)spacciatore di consumi e di programmi televisi usati ha il controllo dell’informazione. Ma il pianeta se ne frega della sua informazione.
Scaricate Plan B 3.0

Testo:
‘La sola cosa più importante che i governi devono fare è costringere i mercati a dire la verità. Il mercato fa bene molte cose. Una cosa che non fa bene è includere i costi indiretti (nei prodotti, ndr). Per esempio, nell’acquistare un litro di benzina, paghiamo il costo dell’estrazione del petrolio, il trasporto alla raffineria, la raffinazione del petrolio in benzina, il trasporto della benzina al distributore. Non sosteniamo il costo del trattamento delle infezioni alle vie respiratorie causate dal respirare aria inquinata, non paghiamo il costo dei danni da pioggia acida, certamente non paghiamo i costi del cambiamento climatico.
Quando il governo britannico chiese a Sir Nicholas Stern, ex economista capo della Banca Mondiale, di stimare i costi delle conseguenze del cambiamento climatico, sottolineò come il cambiamento climatico fosse il risultato di un gigantesco fallimento del mercato. Intendeva dire che, non avendo conteggiato il costo dei cambiamenti climatici nel prezzo della benzina o del carbone, la generazione successiva si trova a fronteggiare costi enormi causati dal cambiamento climatico: lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare, tempeste sempre più violente e via dicendo. Abbiamo bisogno di costringere il mercato a dire la verità. Dobbiamo includere i costi indiretti. E ora sappiamo quali sono.
E dobbiamo farlo riducendo le tasse sul reddito e aumentando le tasse sull’emissione di CO2. Va fatto progressivamente, in un arco di 10-12 anni, così la gente saprà cosa aspettarsi e pianificherà opportunamente le proprie scelte. Altri preferiscono l’approccio del mercato di anidride carbonica: imponi un limite alle emissioni e rendi negoziabili i diritti ad inquinare.
È quello che ha cercato di fare l’Europa, ma non si è dimostrato molto efficace. La maggior parte degli economisti predilige la via della riprogettazione delle aliquote fiscali. È il sistema più efficace per ristrutturare l’economia e per costringere il mercato a dire la verità sulla questione ambientale. Viaggiando per il mondo mi sento chiedere spesso: cosa posso fare, cosa devo fare? E penso che la gente si aspetti che risponda: ricicla il tuo giornale, o sostituisci la lampadina una a maggiore efficienza.
E certamente sono azioni importanti. Ma ora ci troviamo di fronte all’esigenza di ristrutturare l’intero sistema economico. Dobbiamo costringere il mercato a dire la verità sulla questione ambientale. E ciò significa diventare politicamente attivi.
Per decine di anni noi ambientalisti abbiamo parlato di salvare di pianeta. Ora parliamo di salvare la civiltà stessa.
Perché la pressione crescente di problemi quali il picco del petrolio, l’innalzamento del costo del petrolio, scarsità di cibo, scarsità di acqua e tutti i problemi connessi al cambiamento climatico, spaventano un numero sempre crescente di governi in via di fallimento spingendo il mondo verso una situazione in cui il mondo stesso potrebbe diventare incontrollabile.La salvezza della civiltà non è uno sport da spettatori. Non possiamo sederci ad aspettare che qualcuno lo faccia al posto nostro. Tutti abbiamo un interesse in gioco. Tutti abbiamo figli o nipoti. E dobbiamo pensare a ciò che dobbiamo fare e a quanto velocemente dobbiamo farlo, per salvare la civiltà.
arliamo da un sacco di tempo di sviluppo sostenibile. L’alternativa allo sviluppo sostenibile è lo sviluppo insostenibile, che è la decrescita economica e il fallimento. E se guardiamo retrospettivamente alle precedenti civiltà ci rendiamo conto dei problemi ambientali che non sono stati in grado di gestire. Per i Sumeri si è trattato della concentrazione salina nel terreno. Tentarono di gestirla passando dalle colture di frumento a quella dell’orzo.Ma il livello di salinità continuò ad aumentare portando alla scomparsa delle colture di orzo e della civiltà stessa. Con i Maya si tratto di erosione del suolo, a causa del disboscamento e dell’eccessivo sfruttamento agricolo. Con il declino del sistema di produzione di cibo, scomparve anche la civiltà Maya. Ora tutto è giungla. E le terre dove vivevano i Sumeri sono desertificate. Sappiamo dall’esperienza che se le civiltà non sono in grado di gestire i problemi ambientali, questi portano al declino della civiltà stessa.

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….QUELLI DEL LUZZI….

Una mamma del Luzzi scrive…

Il Luzzi era un ex Ospedale abbandonato, dimenticato da tutti, lasciato marcire in balia dell’incuria. Oggi è la nostra casa, siamo circa 350 persone, famiglie di diverse etnie, che dopo varie disavventure abbiamo deciso di garantirci un tetto. Il mercato degli affitti è inavvicinabile per chi vive con un solo stipendio ed ha dei bambini. Molti lavoriamo a nero, in una società che ci rifiuta ma pronta a sfruttarci  come manodopera a basso costo. Da due anni abbiamo trovato una sorta di stabilità, ristrutturato gli spazi ed adibito ad abitazioni, alcuni di noi vivevano nei campi, altri in appartamenti sovraffollati. Ora abbiamo uno spazio vitale, un posto da identificare come casa e delle speranze da coltivare per i nostri figli che finalmente vanno a scuola. Il Luzzi è la nostra casa nell’attesa di tempi migliori in cui anche i poveri potranno averne una vera,  convenzionale. La  scelta di occupare è dettata da una mancanza di alternative possibili, il nostro appello è quello di comprendere le problematiche di una vita di stenti, che ci ha costretti a diventare abusivi, con la speranza che i diritti costituzionali, con cui molti si riempiono la bocca, non siano solo utopie per i deboli. Fra pochi giorni, il 30 Novembre il sindaco di Sesto Fiorentino, il comune a cui lo stabile appartiene, ha deciso di stroncare l’occupazione e la vita delle persone che ci abitano. Alle soglie di Natale, con il gelo che si fa sentire, senza proporre delle soluzioni l’unica certezza è che ci mandano via. Ci sono stati molti incontri con le istituzioni in passato, ora che lo sgombero è prossimo nessuno ci fa sapere nulla in merito. Non siamo delinquenti o un gruppo di violenti pronti a fronteggiare le forze dell’ordine ma donne e bambini, alcuni ammalati,  senza più la forza di lottare per legittimare il nostro diritto  ad esserci..

Immaginate una madre con figli piccoli, che non riesce a trovare lavoro, senza il supporto per l’asilo nido, che da due mesi, ogni notte arriva a letto e nonostante la stanchezza, non riesce a chiudere occhio. La mattina sorride ai figli come se niente fosse, per non fargli capire che presto saranno di nuovo per strada al freddo. Babbo Natale non arriverà neanche questa volta a bussare alla loro porta, che vogliono abbattere per assecondare i capricci di chi non ha problemi vitali. I bambini sono piccoli, non stupidi e già fanno molte domande su ciò che accadrà il 30 Novembre, ma non abbiamo risposte, non dipende da noi, forse non avevamo il diritto di diventare madri perché siamo povere?

Sappiamo amarli i nostri figli e prenderci cura di loro, ma non basta a dargli serenità perché chi è più forte ,da dietro una scrivania, gioca a risiko con le nostre teste. Non ha mai incontrato lo sguardo di uno dei nostri figli per rendersi conto di com’è cambiato dall’arrivo al Luzzi ad oggi.

Le conquiste per i loro futuro dipendono anche da voi sosteneteci, bloccate lo sgombero almeno finché non saremo in grado di avere un altro tetto. Non devono pagare i bambini le disavventure dei genitori e hanno il diritto di crescere senza essere ghettizzati, di studiare per costruirsi una speranza in questa società sempre più selettiva.

Parlate del Luzzi, venite a trovarci a conoscerci o semplicemente mettetevi nei nostri panni e fate sentire alle istituzioni che il popolo ha anche a cuore i problemi di chi sta peggio. Facciamo appello alla solidarietà che spesso è rivolta fuori dai confini del nostro paese ma scarseggia quando le tematiche sono locali. Non siamo scellerati e irresponsabili solo poveri e vorremmo il sostegno di altre persone comuni che conoscono le difficoltà di arrivare a fine mese. La propaganda del Sindaco Giannassi è quella di mettere poveri contro poveri, per avere appoggio e far sentire la gente privata di qualcosa, ma sestesi chiedetevi se veramente nuociamo alla vostra quotidianità o se per sentito dire dalla bocca di qualcuno che tutela solo i propri interessi.

Piuttosto che scacciarci come bestie, potremmo cooperare per negoziare delle soluzioni ai problemi che la nostra presenza comporta al sindaco, insieme riusciremmo a superarli ne sono certa. Il dialogo e la buona volontà non ci mancano, le alternative si ma non chiediamo alloggi privando altri che ne aspettano uno da anni solo collaborazione per il bene dei minori che vivono nel Luzzi.

Non posso esprimere ogni singolo pensiero dettato dall’ansia di questo brutto momento e spero di aver comunicato quanto possibile per incuriosirvi sulla nostra vicenda, l’unica cosa che rimane da fare è attendere il fatidico giorno.

Una madre del Luzzi

 

 

 

 

Chiunque voglia esprimere solidarietà o idee o semplicemente diffondere la notizia anche a livello nazionale può farlo. La cosa peggiore che può capitare a questa gente oltre a rimanere in mezzo ad una strada è l’ indifferenza. La nostra indifferenza.

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….GREENOPOLI…..

Mi sono imbattuto quasi per caso in un sito che a mio parere è molto interessante in quanto tratta argomenti rivoluzionari che dovrebbero stare a cuore a tutti noi.

Questa è gente che sta cercando di cambiare il mondo agendo nel piccolo, dal basso.

Non vorrei sminuire il buonissimo lavoro che stanno facendo sia praticamente che culturalmente, quindi vi rimando al sito che troverete citato anche sulla destra del teleschermo nello spazio dedicato ai link per accedervi direttamente.

www.greenopoli.it

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….GRAZIE MAMA AFRICA….

Domenica 9 novembre Miriam Makeba è morta dopo aver tenuto il suo ultimo concerto, contro la camorra a Castelvolturno.

Le dedico questo post:

Miriam Makeba con Dizzie Gillespie in concerto a Deauville, 20 giugno 1991

Makeba[2] nacque a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa. Makeba iniziò a cantare a livello professionale negli anni ’50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una propria band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito.

Pur essendo già una cantante di successo, alla fine degli anni ’50 Makeba ricavava ancora pochissimi introiti dalle sue registrazioni, e non riceveva royalties; per questi motivi iniziò a ipotizzare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti. Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare.

Si trasferì a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista. In America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song (‘Qongqothwane’ in lingua xhosa) e Malaika.

Nel 1966 Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l’album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L’album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell’apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all’esilio.

Nel 1968 sposò l’attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l’evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati. Makebe e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sékou Touré e di sua moglie. Makeba si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986.

Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), Makeba si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell’album Graceland di Paul Simon. Poco tempo dopo pubblicò la propria autobiografia, Makeba: My Story.

Nel 1990 Nelson Mandela convinse Makeba a rientrare in Sudafrica. Nel 1992 recitò nel film Sarafina! Il profumo della libertà, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista. Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull’apartheid. Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L’anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei ‘grandi sudafricani’ stilata da SABC3. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.

Muore per un attacco cardiaco nella notte tra il 9 e il 10 novembre 2008, appena terminata la sua ultima esibizione a Castel Volturno, nel casertano, un concerto anticamorra dedicato allo scrittore Roberto Saviano[3].

08:12 Da: RaynerJM
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…CHE MONDO DI MERDA…..

Stamattina accendendo il computer la newsletter di Beppe Grillo riportava, il caso della signora Ornella e del suo povero figlio Niki.

Forse mi sono lasciato coinvolgere emotivamente, ma neanche io credo all’ ipotesi del suicido come vogliono far credere.  Anzi, se vogliono convincerci, devono fare tutta una serie di verifiche ed indagini solo per il fatto che ci sono forti incongruenze. E chi non segue le procedure, che tra l’ altro dovrebbe essere colui che vigili perchè giustizia sia fatta, deve essere inquisito per favoreggiamento in occultamento delle prove.

E poi……. nel Paese dei balocchi che ci troviamo ad abitare, dove i reati di mafia vanno in prescrizione, pluripregiudicati in parlamento, efferati assassini che sterminano le loro famiglie, fuori dopo qualche anno a godersi la vita e l’ eredità degli assassinati, e chi più ne ha più ne metta……., succede che un ragazzo di 26 anni incensurato e sua madre Ornella vengano trattati così.

Io non voglio lasciare un mondo così ai miei figli anche a costo della mia stessa vita.

Mi sentite…. brutti figli di puttana che vi credete padroni del mondo, non siete eterni, siete carne come me ed anche voi finirete in una fossa prima o poi…. brutti figli di puttana, potete ammazzare tutta la gente che volete per proteggere i vostri sporchi affari, ma siete carne che farà una brutta fine comunque, ricordatevelo pezzi di merda, non siete immortali e quando finalmente toglierete il disturbo (perchè non meritate di vivere), non potrete più tornare indietro, non avrete più la possibilità di percorrere un’ altra possibile strada e le vostre vittime saranno la vostra maledizione eterna. Non dimenticatelo…. ogni volta che vi sostituite a Dio. NON SIETE DIO.

Per quello che mi riguarda lotterò fino alla morte contro di voi, perchè storie così non succedano più.

Niki non c’è più

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….MAFIE…DAL BLOG DI BEPPE GRILLO….

Ammazzateci tutti

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Solo i nostri ragazzi possono salvare il Paese, è l’ultima possibilità che ci resta. Senza il loro impegno non ci sarà nessun futuro. Sonia Alfano chiede aiuto per i giovani calabresi di ‘Ammazzateci tutti’ che lottano da soli contro ‘mostri pieni di soldi e di potere’. Contro mafie e politici corrotti, contro l’assenza di giustizia e di informazione libera. Rischiano la pelle anche per noi. Chiedono aiuto. … [continua]

 

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….SPACCIANDOSI PER LIBERTA’ TI LEGHERA’ CON LE SUE CATENE…..

 

Sto cercando di smettere di fumare, non perchè non mi piaccia più, ma per liberarmi dell’ unica schiavitù di cui sono vittima.

Sono sempre stato un accanito estimatore della libertà dell’ individuo ed è anche in nome di questa che mi sono fatto prendere dai vizi……

Facciamo arricchire multinazionali senza scrupoli uccindendoci ogni giorno un pò di più.

Il fumo non ha mai fatto bene alla salute, ma questi mercanti di morte non hanno esitato a renderlo sempre più pericoloso e tossico in nome dei loro profitti, vedi lo zolfo sulla cartina che permette alle sigarette di non spegnersi mai, le sostanze aromatizzanti e quelle che aumentano la dipendenza.

Buona lettura:

 

LA SALUTE IN FUMO.
Ennesima scoperta pubblicizzata sulla bontà del fumo: nelle sigarette c’è anche il polonio 210, radioattivo e cancerogeno.   E le multinazionali del tabacco tacciono, da più di 40 anni…
Per leggere il post clicca sul link:
http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it:80//La_salute_in_fumo__1922050.shtml

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…EUTANASIA…E SALVATORE CRISAFULLI…


Lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

‘Sono stanchissimo di lottare ed optare ancora per la vita’

Carissimo Presidente Berlusconi, scrivo a lei che considero ‘la mia ultima spiaggia’. Sono un uomo che vive da paralizzato, la mia patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla Locked.in ovvero ‘uomo incatenato’ o meglio ancora ‘uomo imprigionato’, imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo, vivendo in un abisso. Potr¨¤ capire le mie angoscianti e terrificanti pene: questa patologia comporta la totale paralisi del mio corpo. A differenza di chi vive in Stato Vegetativo (io lo sono stato), sono riuscito a recuperare la coscienza e a comunicare il mio pensero con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi.

Mi chiamo Salvatore Crisafulli (disabile gravissimo), 43 anni, di Catania, e sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale avvenuto a Catania la mattina dell¡¯11 settembre del 2003. Sono entrato subito in coma e successivamente in stato vegetativo permanente (almeno cos¨¬ sentenziava la scienza medica per due anni). Poi, incredibilmente, nel 2005 riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma (quando per i medici ancora ero in stato vegetativo) ho ripreso coscienza e sentivo e capivo tutto, sentivo ed avvertivo anche di avere fame e sete, ma non riuscivo a dimostrarlo perch¨¦ non potevo muovermi e i medici erano convinti che fossi un vegetale (in pratica una foglia d’insalata), vivevo nel terrore.

Oggi invece assaporo i gusti del cibo perch¨¦ vengo nutrito dalla bocca. La mia terrificante e allucinante odissea ¨¨ stata trascritta anche in un libro, dal titolo ¡°Con gli occhi sbarrati¡±.

Durante il grande dibattito sulla ‘dolce morte’ chiesta ripetutamente da Piergiorgio Welby, fui costretto a scrivere una lettera indirizzata allo stesso Welby, supplicandolo (inutilmente) di lottare per la vita. Gli dissi: ‘Ti supplico non chiedere la morte, ma combatti insieme a me per la vita’.

Ottenni una risposta veramente straziante ‘Uno Stato che non ha piet¨¤ di me, che non sa ascoltare la mia voce, sar¨¤ meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che sapr¨¤ rispettare le scelte di fine vita, sar¨¤ pi¨´ capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo’. Parole oggi da me condivise.

Sono stato protagonista di numerosi appelli, in particolare per la vita, ed anche per dimostrare che lo Stato Vegetativo ¨¨ vita.

Lo scorso mese di Marzo sono stato protagonista e promotore di una protesta denominata: ‘contro l’eutanasia passiva dello Stato italiano’ iniziando uno sciopero della fame e rifiuto delle cure, per mancanza di assistenza e di applicazione di varie leggi sui disabili gravissimi (eravamo in 90).

Protesta sospesa dopo aver ricevuto una lunghissima e toccante lettera (che le allego) dall’ex Ministro della Salute, Livia Turco.

Lo scorso 8 Aprile (i media sordi e muti) dopo una mia missiva al Capo dello Stato (nella quale chiedevo che si aprisse un dibattito sulla nostra condizione e sulla mancata attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione) ricevetti una lettera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in cui ribadiva di sollecitare un confronto sensibile e un chiarimento responsabile su quella questione eticamente delicata, e di richiamare l’attenzione sul bisogno di maggiore intensit¨¤ di cura e di assistenza per le persone che lottavano per la vita, richiamando anche il diritto al voto dei disabili intrasportabili. Cosa assolutamente infattibile in Sicilia. (Si allega lettera del Capo dello Stato, e del suo Segretario).

Le devo far presente che il Capo dello Stato non ha fatto per me come per Piergiorgio Welby. Per lui si apr¨¬ un grande e devastante dibattito e il suo caso, portato davanti a tutta la classe politica, ¨¨ diventato di dominio pubblico. Cosa che non ¨¨ avvenuto sul mio e degli altri invalidi come me: al nostro appello pubblico, ha risposto in forma privata.

Ad oggi, nonostante abbia ricevuto la lettera del Capo dello Stato, ¨¨ cambiato poco e nulla, una delusione veramente inaccettabile.

Sono stanchissimo di lottare e optare ancora per la vita.

Caro Presidente fino ad oggi io amo la vita, la morte per me rappresenta veramente un orrore, lei ¨¨ la mia ultima spiaggia da percorrere.

Sono stanco e stufo di aspettare. Se anche lei non mi d¨¤ ascolto, la mia voglia di vivere cessa di avere efficacia. Passano i giorni, i mesi e gli anni, ed ¨¨ sempre tutto uguale.

Per far sentire la mia voce ¡°silenziosa¡±, ho bisogno veramente del suo aiuto.

Nel mio cuore e nella mia mente esistono due grandi sogni: il primo ¨¨ quello di poterla incontrare per poter trascorrere un giorno insieme, chiedendogli di guardarmi intensamente negli occhi e mettersi nei miei panni, sono pronto a farmi trasportare anche a casa sua per un incontro, anche in forma privata.

La supplico mi faccia questo grande dono, un dono che solo lei pu¨° regalarmi, sar¨¤ sicuramente e senza ombra di dubbio il pi¨´ grande regalo della mia vita, per me e tutta la mia famiglia.

L’altro mio sogno ¨¨ andare in America, anche come cavia per essere sottoposto alla nuova tecnologia scientifica americana, la ossigeno terapia iperbarica (gi¨¤ con la mia famiglia ci siamo interessati per organizzare un mio viaggio negli Usa, ma ci vogliono tanti soldi).

I mass media si concentrano ripetutamente e con accanimento solo su chi chiede l’eutanasia senza poi andare in fondo al problema, le discussioni si infiammano sui giornali e nelle tv, quando vengono sollevati casi come quello di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro.

Non pu¨° il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani.

Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della disabilit¨¤ ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia. Certo, poi, quando, si arriva alla disperazione (come, attualmente, nel mio caso), si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita.

Di solare evidenzia sembra che lo Stato Italiano (in particolar modo la sinistra) sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, evidentemente non conviene spendere soldi per chi vive da paralizzato, in particolar modo nella propria casa.

Presidente, le ripeto che la dolce morte trova spazio dove c¡¯¨¨ disperazione, dove c¡¯¨¨ un grande senso di abbandono e di sofferenza. Dove, invece, c¡¯¨¨ volont¨¤ di vivere le cose stanno in modo inverso. Nessuno se non come me, potr¨¤ mai capire.

Da svariati anni non esiste una intensa e continuativa assistenza, non esiste e non vengono applicati gli aspetti sociali, esistono varie leggi come la 328 e la 162 non recepita dalla Regione Sicilia.

Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l’abbandono e l’indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove.

Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia manca tutto.

Il mio e nostro dramma non pu¨° essere pi¨´ sottotaciuto, io non ce la faccio pi¨´.

In Sicilia tutti nascondono il mio caso, non importa il passato, quello che oggi importa ¨¨ il presente e il futuro, voltiamo una volta per tutte pagina.

Ad oggi non chiedo l’eutanasia, chiedo di vivere dignitosamente ma se le mie richieste non verranno soddisfatte, con strazio e sofferenza chieder¨° pubblicamente di porre fine alla mia esistenza incaricando una persona a me tanto cara, di soddisfare le mie richieste, di essere trasportato in un altro luogo, lontano dalla Sicilia, (stabilendo tempi e modalit¨¤) e, ove necessita, effettuare una registrazione video. Se riusciremo in tempo mi piacerebbe incontrare alcuni personaggi sparsi per l’Italia che in quest’ultimo periodo mi sono stati veramente vicini.

Mi dispiace per tutte quelle persone che credevano in me e nella mia lotta per la vita.

Mi dispiace per tutte quelle persone che in questi lunghi anni di sofferenza mi hanno veramente sostenuto, inviandomi anche numerose lettere.

Mi dispiace per tutti i fratelli ed i loro familiari che vivono nelle mie stesse condizioni (anche peggio), a loro chiedo scusa e perdono.

Ma soprattutto e in particolare mi dispiace per la mia onorata e splendida famiglia. Mamma perdonami, d’altronde sei gi¨¤ molto sofferente e ammalata e lo sai che non hai pi¨´ le forze per accudirmi amorevolmente.

Perdonatemi tutti, ma io non riesco a sopportare questa lunga ed atroce sofferenza di Stato.

La supplico di prendermi in considerazione, non voglio essere trattato come un malato terminale, voglio essere assistito adeguatamente, ci vuole una nuova coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente messo da parte, perch¨¦ a tutti potrebbe capitare il mio stesso inconveniente.

Caro Presidente in attesa del mio pi¨´ grande sogno (incontrarla), le invio i miei saluti e mi affido alla sua parola, ringraziandola anticipatamente per l¡¯attenzione e la disponibilit¨¤.

Catania dal 26 al 31 Agosto 2008

Salvatore Crisafulli

Resa pubblica il 5 Settembre 2008

 

Lettera Aperta

Ai Sigg.ri direttori, del Corriere della Sera, del Messaggero, La Repubblica, La Stampa, il Giorno, Avvenire, il Giornale, La Padania, il Mattino, il Foglio, Libero, e alle agenzie di stampa.

‘Eluana Englaro non ¨¨ una foglia d’insalata’

La famiglia Crisafulli si pregia di intervenire nel dibattito sulla vicenda della povera Eluana Englaro, non per giudicare l’operato dello sventurato padre di Eluana, bens¨¬ per dare un piccolo (forse grande) contributo da parte di chi ben conosce cosa significhi sentirsi dire che il proprio caro ¨¨ un ‘vegetale’.¡¡

A noi la speranza non ¨¨ mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i pi¨´ grandi luminari d’Europa lo reputavano una ‘foglia d’insalata’, lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all’esterno la sua atroce ed agonizzante pena. La sua storia ¨¨ stata trascritta nel libro ‘Con gli occhi sbarrati’ l’airone editrice.

Precisiamo che; Eluana, non ¨¨ una foglia d’insalata, non ¨¨ un carciofo, ma soprattutto non ¨¨ un cavolfiore, ma ¨¨ una persona.

Il problema sta tutto nell’accettazione o no dell’eutanasia, inutile girare ipocritamente intorno all’interpretazione pi¨´ o meno penosa dello stato della povera Eluana.

Se si vuole lasciarla agonizzare di fame e di sete come la dolcissima Terri Schiavo si abbia il coraggio di chiamare questa decisione egoista e barbara con il nome che le compete: eutanasia.

Basta coi giri di parole, basta con i trucchi di chiamare le cose con un altro nome. Mistificare la verit¨¤ della vita e della morte con l’aria di servirla ¨¨ talento di falsari, ¨¨ immorale mestiere di pataccari, non di uomini timorati di Dio!

Nel caso di Eluana:

Non si tratta di coma (infatti c’¨¨ alternanza di sonno e di veglia) ma di (presunto) stato d’incoscienza, la cui definitiva irreversibilit¨¤, essendo una mera ipotesi, ¨¨ scientificamente indimostrata.

Non si tratta di accanimento terapeutico, perch¨¦ dare acqua e nutrimento a un malato per quanto cronicamente grave, non ¨¨ rappresentabile come terapia. Sarebbe altrimenti legale lasciar morire di fame e di sete milioni di bambini del terzo e quarto mondo, solo per evitare di sottoporli ad accanimento terapeutico.

Non si tratta di staccare nessuna spina, perch¨¦ la vita di Eluana non dipende da macchinari ma solo dall’amore e dalla solidariet¨¤ di chi le sta vicino e le porge il minimo di acqua e cibo per sopravvivere.

Se invece si pretende di giustificare con patacche scientifiche il proprio egoismo e la propria mancanza di speranza allora gridiamo ad alta voce che ¨¨ delittuoso, criminale, ingiusto.

Siamo veramente indignati, ed offesi per come vengono trattati ripetutamente (senza dare voce, ad altre bandiere), dalla stampa ed in Tv, (es. rai 2 ricominciamo da qui) i pochi ¨¨ rarissimi casi di eutanasia.

Abbracciamo il Pap¨¤ di Eluana, ma soprattutto le meravigliose suorine che da quindici anni si prendono cura di Eluana.

E pensare che certa stampa di senza Dio e senza fede (per esempio ‘Liberazione’ ‘Unit¨¤’ e ‘il Manifesto’) scambia la loro soprannaturale dedizione per crudelt¨¤!

Vergogna, vergogna, vergogna!

familiari di Salvatore Crisafulli

21 Luglio 2008

La condanna a morte di Eluana Englaro

‘Cancella le nostre speranze’

La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro ¨¨ veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei criteri validi per confermarne l’irreversibilit¨¤? Assolutamente NO.

Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonsti direttamente coinvolti, nulla di tutto ci¨°.

Staccare il sondino che porta l’alimentazione sar¨¤ una morte veramente atroce, la definirei alquanto orribile.

La definizione di Stato Vegetativo PERMANENTE si riferisce invece ad una prognosi sottoposta a gravi margini di errore.

Non esistono tutt¡¯oggi validi criteri per accertare l’irreversibilit¨¤ del Coma e dello Stato Vegetativo.

Prova schiacciante senza ombra di dubbio ¨¨ la mia storia, quest’ultima confermata anche da Bob Schindler fratello di Terri Schiavo.

Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glaswos Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l¡¯11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessava anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, successivamente trapassando lo stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell’incubo per quasi due anni, incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto.

Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo,

Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perch¨¨ riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono portatore di PEG).

Io sentivo ma nessuno mi capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero imprigionato nel mio stesso corpo proprio come lo sono oggi.

Provo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un ‘vegetale’ e che i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente.

Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo, ed iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l’attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente ed irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano.

Io riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo.

Oggi a distanza di quasi 5 anni vivo da paralizzato, la mia patologia ¨¨ quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in ¡°uomo incatenato¡±. La mia storia la raccontai anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo ¡°inutilmente¡± di lottare per la vita.

Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita, voglio gridare a tutto il mondo il mio straziante e silenzioso urlo.

Questa sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro ¨¨ veramente una sentenza agghiacciante, se applicata, si inizia la nuova era dell’eutanasia con l’eliminazione di tutti i disabili gravissimi che aspettano e sperano anche nella scienza.

Il mio ¨¨ il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi ¨¨ arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi ¨¨ stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere.

Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio.

Ringrazio chi, anche durante la mia ‘vita vegetale’, mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre.

Dove sarebbe finita l¡¯umana solidariet¨¤ se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d¡¯occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava pi¨´ dignit¨¤?

La mia famiglia sfidava la scienza e la statistica dei grandi numeri svenandosi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. Urlando in TV (porta a porta e similari) minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d¡¯abbandono.

Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d¡¯ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico da avvizzita foglia d¡¯insalata? Cara Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch¡¯io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi, n¨¦ a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anzich¨¦ suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi ‘esperti’ di qualit¨¤ di vita, ma era l¡¯unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio pi¨´ autentico inno all¡¯esistenza avuta in dono da te e da lui.

S¨¬, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chiss¨¤ come, a fin di bene, con empiet¨¤ travestita di finta dolcezza.

Credetemi, la vita ¨¨ degna d¡¯essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato.

Signor Presidente della Repubblica, solo il suo intervento (ma con i fatti) potr¨¤ evitare ulteriori richiste di eutanasia, in alternativa ordini di chiudere tutti i reparti di rianimazione.

Salvatore Crisafulli

 

Ho voluto pubblicare questa lettera  per dare visibilit¨¤ al punto di vista di una persona che, vivendo in primis l’ orribile esperienza pu¨°, meglio di chiunque altro, spiegare cosa si prova.

(L’ ho presa nel blog di Rita Palumbo.      rita.spazioblog.it)

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….CHEST’ E’ LL’ AFRICA….

Vi propongo questo pezzone del grande Enzo, così, per non dimenticare…..

Il 70% della popolazione mondiale vive ai limiti della sopravvivenza.

CAMBIARE SI PUO’…..CAMBIARE SI DEVE!!!!!

 
 
…noi c’abbuffam e cioccolatini e loro manco na cibalgina… alprazolam aka tuxiana ENZO AVITABILE BOTTARI -THIS IS

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